Quando si parla di cibo per cani, sembra tutto molto semplice: basta riempire la ciotola e lasciare che il cane mangi. In realtà, chi vive con un amico a quattro zampe sa bene che la situazione può diventare molto più divertente. Basta aprire un mobile in cucina e il cane arriva di corsa, convinto che stia per succedere qualcosa di straordinario. Nel Regno Unito, il momento della pappa ha quasi le sue regole non scritte. Fino a pochi secondi prima il cane può essere sdraiato sul divano, tranquillo e mezzo addormentato. Poi sente il rumore di un sacchetto o il tintinnio della ciotola e cambia completamente atteggiamento. Orecchie dritte, sguardo attento e zampe già pronte a partire.

Forse il bello del cibo per cani non sta soltanto in ciò che finisce nella ciotola. C’è tutto un piccolo rituale fatto di abitudini, orari e attese. Il cane sembra sapere perfettamente quando dovrebbe arrivare il suo pasto e, se siete in ritardo, difficilmente farà finta di nulla. E poi ci sono le porzioni. Provate a spiegare a un Labrador che ha già mangiato abbastanza e capirete subito il problema. Per lui una ciotola vuota non significa necessariamente “ho finito”, ma potrebbe voler dire semplicemente “qualcuno si è dimenticato di aggiungerne ancora”. In fondo, per molti cani ogni pasto sembra avere tutte le caratteristiche di un piccolo banchetto.
Nella maggior parte delle case, la cucina si trasforma in un palcoscenico dove le persone mettono in atto rituali meticolosamente pianificati con barattoli, misurini e sguardi sospettosamente critici provenienti dal pavimento. Inoltre, sebbene le persone credano di avere il controllo, i cani in genere prendono l’iniziativa stabilendo un contatto visivo discreto e sospirando strategicamente.




